Cos’hanno di speciale i vini che vendiamo?

img-20160523-wa0003L’angolo vino della formica è composto da:

  • un centinaio di etichette di piccoli produttori, tutti soci di Vinnatur (o dintorni);
  • uno scaffale costruito a mano con legni di riuso (perlopiù provenienti dalla Bottega Solidale che c’era all’Acquario di Genova);
  • l’ex cella frigo di una vecchia macelleria trasformata in “dispensa”;
  • alcuni bicchieri da usare in occasione di degustazioni o per bevutine con assetati di passaggio. (se vuoi sapere quando, iscriviti alla newsletter: trovi il modulo in fondo alla home)

Non siamo un’enoteca qualsiasi.

Non dover avere i ritmi di vendita di un’enoteca ci permette di compiere scelte che a volte vanno anche un po’ al di là dell’aspetto puramente commerciale. Il nostro negozio ha tante sfaccettature che a volte si sorreggono l’un l’altra. Anche per questo possiamo compiere scelte coerenti e anche radicali.

Ognuna delle bottiglie che trovate sul nostro scaffale ha caratteristiche che la possono collocare nella categoria di “vino naturale”. (Non mi soffermerò troppo sull’esistenza o meno della categoria “vino naturale”, ci sono già un sacco di dibattiti in giro e credo che la soluzione stia nel dare al consumatore il maggior numero di informazioni sul prodotto che ha in mano, come non a

pico

caso fa già da anni in buon Angiolino Maule che in etichetta scrive ingredienti e analisi come a dire: “Il mio vino è questo, dentro c’è solo uva e l’analisi all’imbottigliamento è questa, se vuoi anche dargli un titolo fai tu”. Finito il dibattito sul vino naturale.)

Cosa hanno di particolare i vini che scegliamo?

Provando a fare una sintesi vengono fuori due grandi caratteristiche: la prima è importante per chi li beve e la seconda, a sorpresa, interessa anche chi di questi vini e del loro gusto non gliene interessa proprio niente.

Per chi li beve

Nel bicchiere c’è la rappresentazione di quel che è successo quell’anno in un quel luogo determinato grazie all’interpretazione che quel preciso vignaiolo ne ha dato. Quel vino è stato prodotto da lui e non da altri, lì e non da un’altra parte del mondo. Processi irripetibili e mai con risultati identici.

In questo contesto l’uomo non è il protagonista ma soltanto uno degli elementi che compongono una rappresentazione in cui clima, piante, terreno e la complessità che la biodiversità crea, cercano un equilibrio con la tradizione degli uomini, la scienza e le tecniche agricole.

L’uomo ha la responsabilità di custodire quest’equilibrio.

Bottiglie che raccontano. E state sicuri che la storia non è mai la stessa.

Per chi non li beve

Scegliamo vini che siano buoni anche per chi non li beve.

asinoiMi spiego. Negli ultimi anni il prosecco ha ritmi di vendita incredibili con picchi di crescita del 100%. Bum! Sarà buonissimo immagino, ma credete che ai bambini interessi qualcosa? Intendo dire, credete che questo interessi ai bambini che non possono uscire di casa a giocare perché lì vicino stanno facendo i trattamenti? Non credo.

In una famosa puntata di Presadiretta (ecco il link) si arriva al paradosso di una mamma che porta i figli a giocare in un piazzale dell’area industriale piuttosto che nel prato davanti a casa perché le industrie hanno certamente i filtri mentre in vigna i trattamenti si spargono con i cannoni dal trattore e si diffondono nell’aria. Follie.

I nostri vignaioli sono custodi della terra che lavorano e che in molti casi è la terra della propria famiglia. Nei loro racconti orgogliosi compaiono bambini che corrono tra i filari in mezzo a fiori, erba, farfalle, lombrichi e lepri.

Il loro terreno è colmo di vita, le falde acquifere pulite e l’aria ben respirabile.

Questa è la viticultura che ci piace.

I vini che trovate sul nostro scaffale aspirano a rappresentare un preciso terroir senza la mediazione della chimica né in vigna né in cantina: sono quindi unici perché quel preciso connubio tra uomo, clima e luogo non sarà mai lo stesso. All’uomo spetta la custodia dell’equilibrio tra questi elementi in un tempo che supera la vita di un individuo ma si estende tra le generazioni. I vignaioli che sosteniamo si assumono questa responsabilità.

Cos’hanno di speciale i vini che vendiamo? La Vita!

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