No waste. Basta rumenta.

Significa eliminare o ridurre drasticamente la quantità di oggetti che mandiamo in discarica o ricicliamo.

Ti è venuto in mente un bidone strabordante per strada o la tua spazzatura di casa e pensi che sia impossibile? Forse è difficile, ma ci sono persone in giro per il mondo che dimostrano che si può fare. Con alcune loro scelte – magari un po’ estreme – ci indicano strade percorribili. D’altronde, per quanto tempo è ancora sostenibile tutto questo? Già nel 2016 uno studio ci diceva che “finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di plastica all’anno, pari a un camion al minuto” e che “entro il 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci”.

Riciclare non basta?

Riciclare non è altro che una toppa che proviamo a mettere a un problema che con le nostre abitudini consolidiamo. Come ricorda sempre Roberto Cavallo: “Il miglior rifiuto è quello che non è stato prodotto”. Ci sono problemi energetici legati alla filiera di riciclo, per non parlare del giro d’affari che ci sta dietro, dove spesso operano anche le mafie (per approfondire).

Poi diciamoci la verità: tra etichette poco chiare, imballaggi fatti di vari materiali e confusioni varie, la qualità della raccolta differenziata – almeno qui a Genova – lascia alquanto desiderare. Facciamo la differenza, non solo la differenziata!

Come posso fare la differenza?

Non si tratta di metterci tutti a girare il mondo con biciclette di bamboo (come Rob Greenfield), il metodo è sempre il solito: partire dalle piccole scelte nel nostro quotidiano.

Ogni giorno da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire compiamo tantissimi gesti che potrebbero essere convertiti in scelte a “rifiuti zero”. Ognuna di queste piccole scelte può realmente innescare un cambiamento. Si tratta di prendere coscienza di avere una responsabilità nei processi che stanno distruggendo il pianeta e di prendere posizione personalmente.

La strategia di Bea Johnson

Importantissime e da appendere in cucina sono “le 5 R” (che in realtà in italiano non sono tutte R).

In italiano potrebbe suonare più o meno così: Rifiutati. Riduci. Riusa (e ripara). Ricicla. Composta.

Rifiutati!

Puoi dire no all’imballaggio inutile, al sacchetto, al monouso, a due cannucce nel cocktail, ai tovagliolini usa e getta e così via. Le prime volte potrebbe essere imbarazzante dire: “No grazie, veramente, il sacchetto ce l’ho” oppure “Potrebbe non mettere la (doppia) cannuccia per favore?”, ma è solo questione di abitudine e gentilezza e comunque non si sa mai che il gesto lasci il segno e diventi esempio.

Riduci

Lascia quel che non serve, rivedi alcune abitudini e semplificale, muoviti leggero. Ha senso andare in motorino in palestra per fare 15 minuti di cyclette?

Riusa (e ripara)

Borse, barattoli, bottiglie, fogli, cartoncini. L’abbondanza di cose inutili e low-cost non è un sintomo di benessere. Se costa pochissimo ci sarà un motivo o nella scarsa qualità e poca durevolezza o nello sfruttamento di qualcosa o qualcuno. Veramente vuoi questo? Impara a riparare le cose invece di buttarle e ad acquistare cose riutilizzabili.

Ricicla

Tutto quello che non puoi rifiutarti di acquistare, ridurre o riusare.

Composta

I materiali organici.

Siete pronti?

In questa nuova sfida abbiamo bisogno di compagni di viaggio, persone che si mettano in gioco personalmente.

Ecco qui alcune idee su 10 #piccolescelte che ti aiuteranno a compiere i primi passi.

2 risposte a “No waste. Basta rumenta.

  • Giorgia

    Grazie per il vostro entusiasmo e i vostri suggerimenti. A me sembra sempre che il mercato vada in una direzione talmente distante e in un modo così prepotente, da farmi sembrare sempre troppo piccola. Io che vado a piedi quando trivellano ormai ovunque…la domanda “Avrà senso?” non riesco a non farmela venire. Ho bisogno di persone come voi per poter credere ancora che abbia senso provarci, anche da Formica. Grazie

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    • Filippo

      Ciao Giorgia! Capisco quel che dici e – ahimè – la tua domanda è comprensibile e risuona in testa anche a me. Io però credo che abbia senso. Prendere coscienza, sapere che i nostri gesti portano conseguenze, fare del proprio meglio per costruire un mondo migliore scelta dopo scelta… ha decisamente senso! In ogni caso non abbiamo troppe altre possibilità: No waste suona anche un po’ come “No (other) way”. Capisco l’effetto “Davide e Golia” però qui alla formica crediamo talmente nelle piccole scelte che fanno la differenza che ci abbiamo costruito un lavoro sopra. Grazie per la tua testimonianza!

      Rispondi

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